Tecniche di recitazione teatrale: quali sono e come usarle

Le tecniche di recitazione teatrale si dividono in 5 principali categorie, dette anche Metodi:

 

Metodo Stanislavskij 

Il lavoro di Stanislavskij, che rappresenta la base tra le tecniche di recitazione teatrale, venne pubblicato nel 1938, con il titolo Il lavoro dell’attore su se stesso e nel 1957 uscì postumo Il lavoro dell’attore sul personaggio. Il maestro russo basa tutto il suo lavoro sulla costruzione, da parte dell’attore che crea il personaggio, della memoria emotiva. Per saperne di più, leggi il post Metodo Stanislavskij e Teatro

 

Metodo Strasberg

Lee Strasberg, fondatore dei celebri Actor’s Studios, ha fondato il proprio metodo trasformando persone più o meno comuni in veri e propri divi e personaggi famosi (Marylin Monroe, Robert De Niro, per citarne solo alcuni). Questo metodo, che tra tutte le tecniche di recitazione teatrale è quello che più tende ad annullare la personalità dell’attore per far vivere solo il personaggio, si basa sul principio dell’abnegazione: l’attore deve vivere, soffrire, amare come il personaggio, facendo esperienze di vita del tutto analoghe e vere rispetto al personaggio. Per approfondire leggi il post Il Teatro nello stile USA

 

 

Metodo Adler

L’attrice Stella Adler è stata allieva di Stanislavskij e ammiratrice allo stesso tempo del metodo Strasberg, prima di sviluppare il proprio Metodo per così dire “misto”. La tecnica di Adler differisce da Strasberg perché conferisce maggiore forza alla memoria emotiva, come insegnata dal maestro russo, rifiutando la totale abnegazione e annullamento di se stessi nel personaggio. Tuttavia nel metodo Adler l’attore vive intensamente la propria esperienza di vita al servizio del personaggio, come in parte suggerito da Strasberg, senza mai però cadere nella tentazione di annullare la propria esistenza e personalità. (per approfondire i pericoli del metodo Strasberg, leggi Metodo Strasberg e Teatro)

 

Metodo Meisner

Tra le tecniche di recitazione teatrale, il metodo Meisner è senz’altro tra i più innovativi: “Lo scopo dell’arte è quello di illuminare la condizione umana. Si deve cercare sempre di creare un comportamento che esprima la vita nella sua forma più significativa. Non possiamo dare attenzione a qualcosa che svilisca la nostra arte”, parola di Meisner. Celebre è l’esercizio della ripetizione: due attori seduti devono rispondere sul momento con frasi ripetute, cercando di lavorare sulle capacità di flessibilità, apertura al dialogo e all’ascolto.

 

Metodo Brecht 

Tra le tecniche di recitazione teatrale, il metodo Brecht è quello che più si separa dal Metodo Stanislavskij. Questo metodo infatti si fonda sullo straniamento: osservare dall’esterno il personaggio. Secondo questo metodo, l’interpretazione si basa sul saper entrare e uscire dal personaggio al bisogno, in funzione della piece teatrale, senza mai esserne soggiogato, riuscendo a giudicare le azioni e le parole del personaggio sempre dall’esterno.