La scoperta delle Onde Gravitazionali: lo spazio-tempo esiste

Partiamo da un presupposto molto semplice: su più di 6 miliardi di persone probabilmente solo 10% sa di cosa stiamo parlando. Onde gravitazionali. Albert Einstein. Teoria della Relatività Generale.
Teoria.
Ecco, partiamo da qui: non è più teoria, ma realtà.

In tutta la mia vita ho sempre trovato utile, oltre che estremamente divertente, spiegare concetti complessi con parole spaventosamente semplici. Se invece volete termini scientifici e puntuali, internet è pieno di nozioni. Se non avete una laurea in astrofisica, sappiate allora che l’universo che noi percepiamo (badate bene, quello che noi percepiamo) è come un tessuto elastico, tirato, sul quale corpi, masse ed energia interagiscono tra loro. Noi percepiamo l’interazione di queste forze e, grazie alla Matematica, le abbiamo spiegate, scritte e raccontate attraverso la Fisica. Ma torniamo al tessuto.

tessuto spaziotempo.jpegL’Universo è un tessuto elastico. Lo spazio che riempie il vuoto tra corpi celesti, corpi terrestri, esseri umani è, per come lo percepiamo, un tessuto. I corpi, anche i nostri, generano energia, la più importante è la gravità.
Attrazione.
La percepiamo sempre, non ci facciamo più caso, ma agisce costantemente su di noi.
Poniamo il caso che una stella, un buco nero o qualsiasi altra gigantesca forma celeste dallo strapotere gravitazionale, improvvisamente scompaia. Quel tessuto chiamato Universo immediatamente si rilasserebbe, si contrarrebbe e si dilaterebbe, fino a ritrovare la sua forma. Ma nel frattempo rilascerebbe , come un elastico, onde di assestamento che deformano il tessuto, lo spazio. Queste onde, dette gravitazionali, deformerebbero lo spazio e, quindi, anche il tempo.

E se fin qui, tutto sommato, non è stato complicato comprendere il fenomeno, quando si parla di tempo, invece, i popoli impazziscono. Non si può mica viaggiare nel tempo? Che significa deformare il tempo? Che diavolo è lo spazio-tempo? Quelle di Einstein erano solo teorie…e invece, un giorno, grazie a questa scoperta monumentale delle onde gravitazionali, tutte queste domande saranno svelate e l’uomo imparerà a controllare il tempo. Ragioniamo.

Il tempo, sappiamo, scorre sempre nella stessa direzione. Ma, come abbiamo detto, si muove su un tessuto definito, l’Universo. Su quel tessuto, un corpo va da un punto A ad un punto B in un dato lasso di tempo. Quanto più variato sarà il suo spostamento da A a B, tanto più il tempo sarà diverso. Niente di più ovvio. Se viaggiasse da A a B alla velocità della luce, scomparirebbe, ovvero sarebbe contemporaneamente in A e in B o, come accade per le stelle che vediamo a occhio nudo, “racconterebbe” il suo passato mentre si trova nel futuro. Distanza e velocità rendono relativo il tempo. Relatività.
Complicato? Si o forse, ma sicuramente vero.

Tornando al tessuto, uno strappo vero e proprio causato dal collasso di un buco nero genera una curva sul tessuto stesso: lo spazio si deforma e quel corpo, che doveva andare da A a B, non ha più bisogno di correre alla velocità della luce: gli basta “scivolare” nel vuoto per trovarsi, in neanche un secondo, in un punto del tessuto che prima sarebbe stato lontanissimo se non irraggiungibile. Le curvature spazio-tempo fanno viaggiare un corpo con logiche diverse da quelle che siamo abituati a vedere. Queste dinamiche esistono in natura, sono state dimostrate con la scoperta delle Onde Gravitazionali e dei buchi neri. Il problema ora è controllare questa forza. Ma il controllo nasce dalle conoscenza.blackhole

Mentre state leggendo, onde gravitazionali emanate da collassi cosmici stanno attraversando il vostro corpo, lo stanno dilatando e restringendo, e il tempo biologico della vostra esistenza si sta deformando, mutando. Voi non ve ne accorgete perché la deformazione spazio-tempo che subite è di 0,000000000001 m/s, ma se foste in prossimità di un buco nero tutto cambierebbe, anche il vostro spazio-tempo.

Le onde gravitazionali appena scoperte ci regalano un’altra meraviglia: sapremo a breve come si è formato l’Universo.
Come? Il motivo è semplice: abbiamo sempre studiato l’universo leggendo formule applicate a forze che percepiamo e sappiamo misurare (luce, radiazioni, ultravioletti, gravità ecc…) ma l’Universo è formato per il 70% circa da energia che non percepiamo e non sappiamo misurare. Attraverso i dovuti strumenti possiamo “osservare” il Big Bang grazie ai residui di luce di stelle che ci fanno tornare indietro nel tempo a 300 milioni di anni dopo il Big Bang.

Ma prima cosa è successo? E’ scritto nelle onde gravitazionali. Al loro interno ci sono dati e informazioni che potrebbero farci risalire all’ora X, a quando tutto ebbe inizio. Con quei dati, l’uomo potrebbe dare molte risposte a molti perché, e magari “muoversi” nel tempo per osservare la sua esistenza come un unico momento, momento che le forze della Fisica hanno descritto per noi affinché potessimo comprendere gli eventi attraverso lo scorrere del tempo.
Tempo che non dobbiamo subire come forza arbitraria ma che forse, un giorno, potremo controllare.

Fantascienza? No. Scienza.
Le onde gravitazionali esistono.
Einstein aveva ragione.
Esiste la possibilità di “muoversi” nel tempo.
Fatevene una ragione.

einstein