La luce dei neon danneggia la salute

La luce dei neon danneggia la salute: può generare semplici malumori e nervosismo da emicrania e, in caso di esposizione prolungata e ravvicinata, addirittura il cancro. Lo dice il Ministero della Salute Italiana, l’Ufficio della Sanità Pubblica Svizzera, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e diversi ricercatori di università che stanno approfondendo la tematica. Ma andiamo con ordine.

Ministero della Salute Italiana
La tecnologia a basso consumo si sta diffondendo sempre più nel campo dell’illuminazione di ambienti, sia esterni che interni, per via delle caratteristiche di elevata efficienza luminosa, data dal rapporto tra il flusso luminoso emesso dalla sorgente e la potenza assorbita. La luce è radiazione elettromagnetica, visibile dall’occhio umano, di lunghezza d’onda compresa tra un minimo di circa 360-400 nm ed un massimo di circa 760-830 nm, in grado di indurre effetti biologici sugli organi del corpo umano esposti, cioè la cute e gli occhi. Alcuni di questi effetti biologici possono essere benefici, o comunque essenziali per l’organismo (è il caso del fenomeno della visione), mentre altri effetti possono tradursi in condizioni di danno per la salute in funzione di diversi parametri, tra i quali le lunghezze d’onda in gioco, l’intensità della radiazione incidente sul corpo, la durata dell’esposizione.” Quanto affermato dall’ex ministro della salute Fazio.

Ufficio della Sanità Pubblica Svizzera
“Non avvicinatevi a meno di trenta centimetri dalle lampade a risparmio energetico.”
È il suggerimento diffuso dall’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera in seguito ad un’indagine condotta dalla «It’Is Foundation» (Fondazione di ricerca sulle tecnologie dell’informazione nella società) di Zurigo. La ricerca è stata condotta utilizzando quattro manichini che rappresentavano un uomo, una donna, un bambino di 6 anni e una bambina di 11 scandagliati in posizioni diverse e a varie distanze. Le lampade a risparmio energetico sono dotate di un trasformatore ed emettono campi elettrici e magnetici a bassa e media frequenza che possono generare nell’organismo correnti elettriche le quali, a partire da una certa intensità, sono in grado di provocare infiammazioni dei nervi e dei muscoli e in alcuni casi tumori della pelle.

Ricercatori universitari
Una esposizione ai raggi UV-C, anche limitata, causa danni al DNA”, spiega Anthony Carr della Sussex University. “Il rischio più immediato – soprattutto per le categorie professionali che lavorano sotto la luce ravvicinata e continua di queste lampade, come gli orafi – è un arrossamento della pelle simile a una scottatura, ma è presente anche un limitato rischio di cancro della pelle.” Tale rischio è anche legato alla durata dell’esposizione, nel qual caso la distanza dalla fonte può anche essere maggiore.

Lucio Buratto, direttore del Centro ambrosiano oftalmico di Milano
Commentando la decisione dell’Agenzia nazionale francese di sicurezza sanitaria, dell’alimentazione dell’ambiente e del lavoro (Anses) di avviare uno studio di approfondimento sui rischi delle luci a basso consumo per realizzare un nuovo rapporto e nuove raccomandazioni, l’esperto ha affermato all’Adnkronos Salute (dichiarazione riportata da Focus) che “Il problema della luce a basso consumo, oltre alla luce blu, è legata alle nuove tecnologie che, come sappiamo, ci aiutano a vivere più a lungo e meglio. Ma queste innovazioni hanno anche dei rischi che la stessa scienza, conoscendoli meglio, può arginare. Come già sta facendo: un’azienda giapponese, ad esempio, ha già messo in commercio lenti in grado di proteggere gli occhi da questo tipo di radiazione che danneggia soprattutto la retina. Le maculopatie, ad esempio, possono essere legate ad un’eccessiva esposizione”.
Ma davvero la luce dei neon danneggia la salute dell’uomo?
“Non ha senso fare allarmismo, ma qualche piccola precauzione è utile”, dice l’esperto. Ciò che per esempio si può fare, raccomanda, è “stare di più all’aria aperta, ma sempre proteggendosi con gli occhiali da sole”. Bisogna poi evitare di stare a lungo con gli occhi incollati ad iPad e telefonini. “E’ una raccomandazione – aggiunge Buratto – utile soprattutto per i bambini.

In conclusione, oggi la questione è sotto gli occhi degli scienziati che stanno cercando conferme sull’effettiva pericolosità del neon. Indipendentemente dall’evoluzione di questi studi, trascorrere ore attaccati ad un computer o all’interno di un centro commerciale può generare (oltre che danni umani di mancata socializzazione e contatto col mondo reale) dei veri e propri danni alla salute.
Impariamo allora a riscoprire la bellezza del mondo esterno.