Modulare la voce nel teatro (ecco come fare)

Molti insegnanti di teatro, più o meno affermati, hanno spesso omesso di insegnare a modulare la voce, sostenendo che le parole sono meri contenitori di emozioni. Vero, ma non del tutto: se preparate un ottimo dolce e lo riponete in un barattolo di latta sporco e umido non regalerà grandi momenti a chi lo mangerà.

Nell’arte del teatro saper modulare la voce è essenziale: l’emozione e la voce devono avere la stessa importanza e nessuno degli attori (a parte rari casi di fortuna genetica) ha una bella voce se non l’allena. Ma come modulare la voce? In molti dei laboratori teatrali scadenti che i teatri italiani offrono non si parla mai di voce: metodo Strasberg, azione e spazio, il gesto, come costruire il personaggio…ma alla domanda come modulare la voce nessun insegnante si sente di dare risposta.

Gli attori dovrebbero saper cantare, ma non per questo essere cantanti. Di certo devono sapere parlare: parlare come parla il personaggio interpretato non come parla l’attore mentre fa la spesa al supermercato.
Facciamo un esempio: la maggior parte degli attoruncoli teatrali che si danno le arie per aver fatto mezza pubblicità in tv, o partecipato alla sagra degli gnocchi del paese come ospite d’onore o, ancora, aver fatto mezza comparsa in una rovinosa (per l’arte della recitazione) fiction italiana, crede di potersi definire attore solo perché qualcuno ha messo loro su un palco o davanti una macchina da presa. Poi, quando arriva il momento di dire la battuta usano la loro voce da pinco pallino qualunque (quasi sempre più somigliante a paperino che a Giancarlo Giannini!) oppure (peggio!) imitano quella di Gigi Proietti (se siamo a Roma), Totò (se siamo a Napoli) o, in generale, imitano Vittorio Gassman e tutte le sue gestualità, perché atteggiarsi in quel modo “fa teatro”…cani!

Modulare la voce è importante e relativamente semplice. Potete leggervi un centinaio di libri e fare un centinaio di esercizi: diventerete solo matti. Ricordatevi che voi avete già una voce, bisogna solo modularla.

1. Per prima cosa abbassate subito il tono della voce: parlate basso, cercate tutte le note musicali dei vostri bassi. Esploratele, lettera per lettera, sentitele vostre e giocateci.

2. Iniziate ora a rallentare sensibilmente il vostro modo di parlare, non vi corre dietro nessuno…non è una gara a chi arriva prima alla fine della battuta, il ritmo, a teatro, non è questo. Mai.

3. Rallentàti e bassi, ripetete scioglilingua…quello che consigliamo sempre alla nostra compagnia teatrale è “Tre tozzi di pan secco in tre strette tasche stanno”…ditelo sentendovi belli e sempre più simili al Gladiatore…quando siete sufficientemente sciolti, prendete le frasi più disparate del cinema mondiale e iniziate a modulare la voce in base al sentimento che scegliete di metterci ogni volta

Trovata la vera voce, qual è la migliore modulazione per l’emozione che voglio trasmettere? Qui entra il talento dell’attore, conscio di uno strumento che nessuno, prima, gli aveva mai mostrato.

Per maggiori informazioni, rivolgiti a Compagnia teatrale Quattr’etresette.